giovedì 16 ottobre 2014

CENA D'AUTUNNO !!

Dopo due anni che non pubblico e dopo altre due Eroiche corse da Stefano e non riportate, annuncio la prevista cena di Autunno all'oramai Agriturismo Severoli a Toscanella di Dozza

Il menù è come al solito affidato alle scelte di Stefano, appuntamento il 24 Ottobre 2014 alle 20:30

Per chi parte da Bologna il ritrovo è fissato alle 19,45 al parcheggio del Palasavena

lunedì 15 ottobre 2012

L'EROICO all'EROICA !!!!

Visto che non lo fa lui lo faccio io pubblico alcune foto dell'Eroico all'Eroica !!!

La partenza !!!!!!
Forse un ristoro ???
L' EROICA FATICA !!!!!

Il riposo del fido destriero ........


giovedì 11 ottobre 2012

CENA 12/10/2012

Visto che il Blog è moribondo, rivitalizzimolo con questo post :D
Si comunica che il giorno venerdì 12 Ottobre 2012 ci incontriamo per la cena presso l'Azienda Vinicola Severoli
SEVEROLI


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sabato 19 maggio 2012

STINCO DI MAIALE


Raccolgo l’invito di EGM e vedo di dare il mio modesto contributo alla sezione GOURMET proponendovi li mio STINCO DI MAIALE . 
E’ semplice da preparare anche se richiede tempi un po’ lunghi ma, secondo me, ne vale la pena (io lo preparo la domenica).
Uno stinco basta normalmente per due persone; se siete di più, o avete molta fame, adeguate le dosi (e il tegame).
Vi servono:
  • Uno stinco di maiale
  • Una o due carote
  • Una o due coste di sedano,
  • Mezza cipolla di medie dimensioni (quando posso uso una “Tropea”)
  • Un generoso bicchiere di vino bianco secco
  • Olio extravergine d’oliva (un cucchiaio abbondante per la marinata e più o meno lo stesso quantitativo per la prima parte della cottura)
  • Un poco di succo di limone
  • Qualche bacca di ginepro
  • Sale q.b.

Preparate una marinata con le verdure tritate (non troppo fini) il vino, l’olio, il succo di limone, le bacche di ginepro e il sale.
Mettete lo stinco in un tegame con la marinata, rigirate il tutto un paio di volte, coprite con un coperchio e lasciate a macerare il tutto in frigorifero per qualche ora (in genere io preparo il sabato sera e lo lascio in frigorifero tutta la notte).
Togliete lo stinco dalla marinata e fatelo rosolare, a fuoco abbastanza vivo, in un tegame con un cucchiaio abbondante di olio d’oliva, già bello caldo, rigirandolo da tutti i lati (l’operazione richiede pochi minuti ed ha lo scopo di “sigillare i pori” della carne in modo tale da tenere i succhi all’interno durante la cottura e mantenerla più morbida).
A questo punto versate la marinata nel tegame, fate risalire la temperatura a fuoco vivo quindi coprite e continuate la cottura a fuoco lento per 2 o 3 ore, rigirando lo stinco di tanto in tanto ed aggiungendo liquidi (acqua o vino) quando il trito di verdure tende ad asciugarsi (per evitare che il trito si “attacchi” al tegame e di fare asciugare eccessivamente la carne, rendendola “stopposa”).
La cottura può considerarsi ultimata quando la carne comincia a staccarsi dalle ossa. Servite caldo, col fondo di cottura, accompagnato da un buon vino rosso, magari un “Pirs” (gutturnio).
Ah, dimenticavo. Col fondo di cottura potete anche condirci la pasta (basta abbondare con le verdure all’inizio); pennette o tagliatelle…fate Voi!
Buon appetito!
AG

venerdì 18 maggio 2012

INVOLTINI ALLA MESSINESE

Per chi ama la carne vi voglio dare la ricetta della mia mamma degli involtini alla messinese che noi chiamiamo "braciolettine, un caposaldo della cucina peloritana.
Dal macellaio ci si deve far tagliare delle fettine di carne poco più spesse del carpaccio (il taglio migliore è quello di girello di vitellone, la grandezza ideale dei quadrati di carne 10cm x10cm circa).
Si prepara la panatura con della mollica di pane grattugiata fine, del parmigiano, olio e un po' d'acqua per renderla piu' morbida. Si impanano le fettine, poi si prende un po' di panatura e un pezzettino di provoletta( va bene anche il galbanino) e si mette al centro del quadrato di carne, quindi si arrotola facendo un involtino e lo si infilza con uno spiedino di legno di quelli lunghi, in maniera da potercene mettere 5 o 6 in uno stesso stecco.
Quindi si infornano a 180°C per circa 15/20 min badando che non si asciughino troppo.
Una volta sfornati si cospargono con del "sammorigghiu"(olio, succo di limone e origano) e si mangiano ben caldi.   In questa ricetta c'e tutto il sapore e i profumi della sicilia  e io ne vado ghiotto!!!
Spero piacciano anche a voi   Tutti a  tavola.........  EGM

giovedì 17 maggio 2012

MOSTRA WILDT A FORLI'

Ne avevo parlato con qualcuno prima e dopo la cena, oramai i tempi stringono così abbiamo pensato di organizzare una visita a questa bella e particolare mostra che ha sede presso i Musei San Domenico a Forlì.
"Adolfo Wildt (Milano, 1868-1931) è il genio dimenticato del Novecento italiano. Per lungo tempo, nonostante i riconoscimenti e la fama raggiunti in vita - gli fu assegnata per chiari meriti la cattedra di scultura nella prestigiosa Accademia di Brera a Milano e fu nominato Accademico d’Italia - il suo apprezzamento da parte della critica è rimasto controverso. Solo ora si torna finalmente a considerarlo tra i massimi scultori del Novecento. Estraneo al mondo delle avanguardie e anticonformista, capace di fondere nella sua arte classico e anticlassico, Wildt è un caso unico .................." questo solo per stuzzicare la Vostra curiosità, il resto lo potete leggere sul sito della mostra 
Il giorno prescelto è il SABATO 2 Giugno 2012.
La giornata pensavamo di organizzarla con una visita mattutina, seguita da un pranzo in qualche ristorante di zona, poi giretto per la città che visto il giorno festivo non potrà offrire gran che.
Chi è interessato commenti qui sotto o mi faccia sapere qualcosa per e-mail, si pensava di prenotare l'ingresso così che non ci siano problemi e procedere con prenotazione al ristorante.


PACCHERI ALLA RICCIOLA

Per l'angolo del gourmet vi do' la ricetta di un bel piatto a base di pesce, condito per così dire alla "siciliana", che si fa molto velocemente ed è molto gustoso.
Gli ingredienti per 4 persone sono: 400g di paccheri, 300g di ricciola( va bene anche il pesce spada, ma la ricciola ha pero' un gusto piu' delicato), 150g di pomodorini di pachino, una manciata di capperi di salina, rosmarino, uno spicchio d'aglio, un peperoncino fresco, olio e sale.
Pulite la ricciola togliendo la pelle e l'osso centrale e tagliatela a cubetti; nel frattempo in una padella fate rosolare lo spicchio d'aglio schiacciato e un rametto di rosmarino in qualche cucchiaio d'olio extravergine d'oliva. Appena l'aglio si sarà dorato, aggiungete i capperi e il peperoncino fresco, quindi i cubetti di ricciola e i pomodorini tagliati a metà. Fateli appena scottare poi spegnete il fuoco. Cuocete intanto i paccheri e scolateli al dente. Poi fateli saltare per qualche minuto con il condimento e servite.
Accompagnateli con un bianco Donnafugata Antilia o per chi ama le bollicine un Franciacorta Satin, ma qui vi potrà consigliare meglio il nostro mastro enologo Pirs.
Ieri sera li ho cucinati ed è stato un successo.......Buon Appetito    EGM